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Goodbye Facebook

Com’è possibile che il social per antonomasia, quello che ha sconvolto il concetto di “condivisione”, che ha ridefinito le regole del business online e che ha oltre un miliardo e mezzo di account unici, non sia più “interessante” agli occhi degli adolescenti e, soprattutto, dei preadolescenti?

Diciamo questo perché sempre più spesso, entrando in classe o nei nostri servizi, chiedendo rispetto all’uso di Facebook, le risposte che riceviamo sono di.. disgusto.

Ma va! Non lo usiamo più! Che noia!”

Come mai?

Noi ci siamo dati fondamentalmente due risposte (non escludiamo altre eh, però queste sono quelle che più ci convincono).

La prima ci parla di normalità.

Se siete genitori di figli che hanno un’età over 8/9, avete molto probabilmente vissuto quella fatidica mattinata in cui, volendo salutare vostro figlio dinnanzi la scuola e augurargli la buona giornata, vi siete avvicinati per dargli un “bacino” e lui, con mossa felina, si è girato di colpo e si è allontanato, forse ha pronunciato un mormorio che ad ascolto più approfondito poteva suonare con un “dai mamma/papà, non davanti a scuola!”.

Ecco, quella stessa identica sensazione i vostri figli la percepiscono quando voi mamme/papà mettete un “mi piace” alle loro foto su fb: visto che virtuale e reale sono connessi e non scissi, tornare a scuola il giorno dopo significa aver a che fare con una propria immagine che gli “altri” (gli amici, i compagni di classe) vedono “infantilizzata” che rischia seriamente di essere descritta come “sei proprio uno sfigato”. E ogni preadolescente in uno stato di normalità, tende ad evitare di sembrare “sfigato”.

La seconda motivazione invece ci parla di invasione.

Noi adulti infatti, abbiamo invaso Facebook con il peggio che potevamo mostrare. Riempiamo gli spazi non solo di fake news, di epic fail e di analfabetismo funzionale, ma cerchiamo di occupare e dimostrare ragioni e teorie in ogni pagina, ogni luogo, .. ogni lago [semi cit]. Avevamo già commentato un evento che ha visto gli adulti comportarsi in tal modo.

Noi adulti siamo i primi invasori senza la volontà d’esserlo?

​GLI UNICI VINCITORI DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE 2016 SONO GLI ADOLESCENTI

 

I periodi pre e post elettorali di questa tornata referendaria hanno a nostro avviso sancito un punto di non ritorno per quanto riguarda l’utilizzo dei social da parte degli adulti.
Insulti. Derisioni. Atti di “teppismo digitale“. Vero cyberbullismo.
Ognuno di noi ha potuto notare come Facebook e Twitter fossero (e sono tuttora) invasi da commenti senza pensiero sereno, senza desiderio di dialettica, senza interesse verso il racconto altrui. Righe su righe su righe di spiegazioni del perché SI , del perché NO, hashtag a tonnellate a prescindere dallo schieramento.
Persone che cercavano in tutti i modi di convincere amici stretti, parenti, semplici conoscenti, sconosciuti delle LORO ragioni, uniche, giuste, dogmatiche e non modificabili. Singoli utenti che scrivevano e scrivono frasi provocatorie alla ricerca dei propri “15 minuti di notorietà” (semicit) digitale, per essere dei trend-maker, opinion-leader, e chissà cos’altro..
E una volta appreso il risultato, via con lo sberleffo e l’insulto da una parte, la rabbia e l’odio latente svalutante dall’altro (sarebbe successo lo stesso con risultati invertiti, senza dubbio).
“Io ho vinto, voi fate schifo” contrapposto al “Io ho perso, voi fate schifo”.
E tutto questo fatto da persone in grandissima parte maggiorenni. Gli adulti, almeno una parte, di questo paese.
Uno spettacolo osceno e ripugnante, da cui la stragrande maggioranza degli adolescenti è stata lontana: Instagram, il social per eccellenza dei “giovani” (insieme a Snapchat, attualmente) è rimasto scevro da questa “vomitata generalizzata 3.0”.
Spazio Social per eccellenza di questa e delle precedenti campagne politiche è stato Facebook, da cui gli adolescenti, guarda caso, scappano a gambe levate proprio perché trovano gli adulti: i genitori sono sempre più presenti e sempre meno educati al suo uso.
La domanda che ora ci poniamo seriamente è la seguente: con che coraggio faremo incontri nelle scuole a parlare della web-reputation e dell’uso consapevole dei social?
Sono I giovani che devono essere educati in tale senso?
Temiamo che la risposta stia … soffiando nel vento.
Grazie ragazzi per essere così come siete, e scusateci.
Noi adulti siamo veramente delle capre.
Capre, Concorrenza, Controversia
rappresentante del comitato del SI si confronta con rappresentante del comitato del NO
foto tratta da pixabay.com