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#IF2017 – il sentimento della tecnologia

E’ stata un’esperienza fantastica nella tre giorni di Pisa, promovendo il nostro laboratorio “School Box”: storytelling, stampa 3D e realtà aumentata sono stati gli strumenti con cui i nostri prodi Jessica, Sonia, Silvia, Usrsula e Giovanni hanno fatto vivere e divertire centinaia di ragazzi di ogni grado scolastico!

Un ennesimo schiaffo in faccia a chi li considera sdraiati o tsunami.

No keys kids

Molto probabilmente la prossima generazione sarà definita come quella dei “No Keys kids”, i ragazzi senza chiavi, perché non avranno più bisogno di chiavi per aprire porte, accendere auto, entrare nelle case, ecc.Avranno un App che lo farà per loro, o più probabilmente un comando vocale che abiliterà lo smartphone a farlo, la tecnologia c’è già da anni: comandi vocali, riconoscimento delle impronte.

A quel punto saremo noi della generazione precedente o di quella prima ancora che avremo il compito e soprattutto il dovere di trovare la “chiave”. La chiave per capire, interpretare, sostenere quei ragazzi, che vivranno in una realtà che non distinguerà più tra reale, inteso come fisico e virtuale.

​GLI UNICI VINCITORI DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE 2016 SONO GLI ADOLESCENTI

 

I periodi pre e post elettorali di questa tornata referendaria hanno a nostro avviso sancito un punto di non ritorno per quanto riguarda l’utilizzo dei social da parte degli adulti.
Insulti. Derisioni. Atti di “teppismo digitale“. Vero cyberbullismo.
Ognuno di noi ha potuto notare come Facebook e Twitter fossero (e sono tuttora) invasi da commenti senza pensiero sereno, senza desiderio di dialettica, senza interesse verso il racconto altrui. Righe su righe su righe di spiegazioni del perché SI , del perché NO, hashtag a tonnellate a prescindere dallo schieramento.
Persone che cercavano in tutti i modi di convincere amici stretti, parenti, semplici conoscenti, sconosciuti delle LORO ragioni, uniche, giuste, dogmatiche e non modificabili. Singoli utenti che scrivevano e scrivono frasi provocatorie alla ricerca dei propri “15 minuti di notorietà” (semicit) digitale, per essere dei trend-maker, opinion-leader, e chissà cos’altro..
E una volta appreso il risultato, via con lo sberleffo e l’insulto da una parte, la rabbia e l’odio latente svalutante dall’altro (sarebbe successo lo stesso con risultati invertiti, senza dubbio).
“Io ho vinto, voi fate schifo” contrapposto al “Io ho perso, voi fate schifo”.
E tutto questo fatto da persone in grandissima parte maggiorenni. Gli adulti, almeno una parte, di questo paese.
Uno spettacolo osceno e ripugnante, da cui la stragrande maggioranza degli adolescenti è stata lontana: Instagram, il social per eccellenza dei “giovani” (insieme a Snapchat, attualmente) è rimasto scevro da questa “vomitata generalizzata 3.0”.
Spazio Social per eccellenza di questa e delle precedenti campagne politiche è stato Facebook, da cui gli adolescenti, guarda caso, scappano a gambe levate proprio perché trovano gli adulti: i genitori sono sempre più presenti e sempre meno educati al suo uso.
La domanda che ora ci poniamo seriamente è la seguente: con che coraggio faremo incontri nelle scuole a parlare della web-reputation e dell’uso consapevole dei social?
Sono I giovani che devono essere educati in tale senso?
Temiamo che la risposta stia … soffiando nel vento.
Grazie ragazzi per essere così come siete, e scusateci.
Noi adulti siamo veramente delle capre.
Capre, Concorrenza, Controversia
rappresentante del comitato del SI si confronta con rappresentante del comitato del NO
foto tratta da pixabay.com

Le aule informatiche a scuola

Anche oggi, su un quotidiano locale, viene esaltata la creazione di un’aula informatica presso una scuola secondaria di 1° grado, con tanto di taglio del nastro, comitato genitori, etc, etc.

E’ bello ovviamente vedere questo entusiasmo per la creazione di qualcosa di nuovo che potrebbe sviluppare nuovi modi di affrontare le lezioni e la didattica di tutti i giorni. E’ ed sicuramente di buon auspicio vedere adulti “sbattersi” per conquistare questi nuovi spazi e dare nuove possibilità ai propri figli e ai propri alunni.

Però sorge qualche domanda, visto l’esperienza:

  • perchè la tecnologia viene rinchiusa in una stanza ad hoc? perchè non è integrata nella didattica quotidiana?
  • sinceramente, dei pc desktop sono “nuova tecnologia”? lo schermo, il case, il mouse, la tastiera, il cavo per la lan e la stampante… Non ha un sapore anni ’80? In fondo, sono strumenti “pensati” in quegli anni.
  • i costi fanno pensare: qualche migliaia di euro (non 2, non 10) e 44 pc comprati, “con le rispettive licenze” [cit.]. Ora, io non ho visto lo spazio nè i pc, ma due conti li so fare, e non credo che siano stati presi delle eccellenze in quanto ad integrazione software/hardware. Sicuramente si è guardata la quantità, magari anche correttamente, ma perchè la qualità dello strumento deve passare in un secondo piano?
  • io magari sarò fissato, ma sono certo che cambiando la didattica (partecipativa e non frontale), in una classe da 25 possano bastare 5/6 ipad (di cui uno per il docente), gli smartphone dei ragazzi, una TV 50″ a basso costo e una Apple TV per mostrare quanto viene fatto: sogno?

Matteo

Chissà come si divertivano (The Fun They Had) Isaac Asimov 

Chissà come si divertivano (The Fun They Had) è un racconto di Isaac Asimov del 1951 che fa molto riflettere.

Molti lo avranno letto da piccoli, ma è quanto mai “attuale” e utile a una riflessione sulla scuola e le nuove tecnologie. Può essere il punto di partenza, per esempio, per sviscerare pro e contro dello studio sugli eBook reader.

Ecco il testo completo:

“Margie lo scrisse perfino nel suo diario, quella sera. Sulla pagina che portava la data 17 maggio 2157, scrisse: “Oggi Tommy ha trovato un vero libro!”

Era un libro antichissimo. Il nonno di Margie aveva detto una volta che, quand’era bambino lui, suo nonno gli aveva detto che c’era stata un’epoca in cui tutte le storie e i racconti erano stampati su carta.

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