Archivio mensile:ottobre 2016

Chissà come si divertivano (The Fun They Had) Isaac Asimov 

Chissà come si divertivano (The Fun They Had) è un racconto di Isaac Asimov del 1951 che fa molto riflettere.

Molti lo avranno letto da piccoli, ma è quanto mai “attuale” e utile a una riflessione sulla scuola e le nuove tecnologie. Può essere il punto di partenza, per esempio, per sviscerare pro e contro dello studio sugli eBook reader.

Ecco il testo completo:

“Margie lo scrisse perfino nel suo diario, quella sera. Sulla pagina che portava la data 17 maggio 2157, scrisse: “Oggi Tommy ha trovato un vero libro!”

Era un libro antichissimo. Il nonno di Margie aveva detto una volta che, quand’era bambino lui, suo nonno gli aveva detto che c’era stata un’epoca in cui tutte le storie e i racconti erano stampati su carta.

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Il sentirsi “spensierati” di fronte agli adolescenti

L’essere impreparati e sentirsi inadeguati in una discussione con gli adolescenti sui videogiochi e la tecnologia deve essere una risorsa per migliorare la relazione, base di ogni azione educativa. Le emozioni, il nostro corpo, i nostri occhi parlano prima di noi e possono arrivare più in profondità ed intensità nel cuore dei nostri adolescenti, che ci guardano anche quando siamo “fuori campo”.

Nelle nuove generazioni il senso di appartenenza e la relazione è come lo definirebbe Baumann “liquida, fluida”, Cantelmi parla anche di “tecnoloquiditá”. Questo perché la virtualizzazione e la rivoluzione digitale hanno enfatizzato alcune caratteristiche dei giovani: la fame di esperienza, il narcisismo, la rapidità e la ricerca di emozioni.

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La capacità di “agganciare” gli adolescenti è quindi un mix di ragione e emotività: bisogna toccare le corde giuste per saperli coinvolgere, ma fondamentalmente è necessario rispecchiarli e pensarli. Questo fa comunque parte di un processo riflessivo all’interno del quale tutto viene messo costantemente in discussione. Il vivere nel presente gli fa sentire meglio, anche nella loro spavalderia e fragilità.

Forse l’atteggiamento è il modo  migliore per stare con gli adolescenti è quello che un giorno mi ha detto una mia alunna: “Essere spensierati”, cioè, nella sua definizione personale “senza pensieri ed idee”.

Mirko.



Internet Festival 2016 – 2: riflessioni random

La chiamata a gestire un laboratorio all’Internet Festival di Pisa 2016 è stata fonte di grande gioia e fierezza: spesso è difficile, nel campo in cui operiamo, ricevere attestati di “competenza” come in una situazione del genere.

Il laboratorio è stato gestito insieme a Jessica Rampi (17 anni), Sonia Musso (19) e Giovanni Trapella (16): non aiutanti, ma veri e propri formatori per gli oltre 500 partecipanti (solo al nostro laboratorio) di questa 4 giorni molto impegantiva. Il ringraziamento per il loro impegno e la loro serietà non sarà mai abbastanza.

Aver incontrato così tanti fra alunni, docenti e genitori delle scuole primarie e secondarie di un territorio completamente diverso dal nostro (provincia di Varese), aver vissuto questa esperienza insieme e in collaborazione 24/24h con dei “giovani”, ci permette di fare alcune riflessioni random:

  • il livello di educazione nella tecnologia per la scuola dell’obbligo, e soprattutto per la scuola primaria e secondaria di 1° grado, è ancora troppo indietro. Classi intere, docenti compresi, che guardano con stupore un’ologramma su un iPad o la realtà aumentata di un app quale chromville mostrano come gli aspetti digitali siano ancora appannaggio di poche, seppur lodevoli, realtà e non integrate in un “sistema scolastico” generalizzato.
  • a quanto pare, visto il confronto con alcuni docenti e in particolare con alcuni Animatori Digitali, lo spreco economico per comprare LIM a destra e a manca è stato perpetrato anche nelle zone di Pisa. (Il perchè una LIM in una scuola non ha senso sarà oggetto di prossimo articolo di questo blog).
  • una stampante 3D attira più di un leone che si mangia l’orsetto Knut in una gabbia. Metteteci un giovane o una giovane adolescente a spiegarne il funzionamento tecnico, e vedrete negli occhi degli astanti il fascino di qualcosa di unico, il desiderio di possesso, la malinconia di non poterla portare a casa. Dovremmo chiederci perchè.
  • Chi si lamenta dei giovani (“non hanno valori” e blablabla), chi non li porta in gita scolastica perchè ha paura delle cose che potrebbero succedere (“poi di notte chi li controlla??“), chi li descrive addirittura come “sdraiati” (che danno quel libro nell’immaginario collettivo), dovrebbe farsi un serio esame di coscienza e rivedere il suo atteggiamento e/o la sua programmazione. Rendeteli protagonisti di quello che volete fare e vi stupiranno che neanche George Lucas.
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lo stupore.

matteo

tutto maiuscolo?

.. e ancora oggi, rispondendo a qualcuno che mi chiede l’indirizzo mail, mi viene richiesta la fatidica domanda:

“tutto maiuscolo?”

non sono un programmatore, ma con una ricerca su google durata circa 45 sec, ho trovato questa pagina che spiega bene come la risposta dovrebbe essere:

“faccia lei.”

matteo